Età evolutiva

L’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita

Lya Luft

Per “età evolutiva” si intende la crescita fisica e psicologica del bambino nel periodo che va dalla nascita fino ai 18 anni di vita.

Può capitare che in queste fasce di età (infanzia, fanciullezza, preadolescenza e adolescenza), i bambini/ragazzi vivano un malessere, difficoltà comportamentali, fatica nel gestire le proprie emozioni o si trovino ad affrontare degli eventi stressanti o traumatici (la separazione dei genitori, la perdita di una persona cara, un cambiamento importante, ecc)


Proprio come capita a noi adulti, le preoccupazioni, le ansie, lo stress, ecc. si possono manifestare di più in alcune aree, come l'alimentazione, il sonno, l'evacuazione, o in alcuni ambienti che il bambino/ragazzo frequenta, come la famiglia o la scuola.

Se il dormire male, il non avere fame, il farsi la pipì addosso, o la paura della scuola di quel momento stressante diventano però situazioni ripetute che si fatica a risolvere, può essere che il bambino/ragazzo stia affrontando uno stress più grande di quello che pensiamo, di cui vale la pena occuparsi.


In questi casi, è importante contattare uno psicologo, se possibile quando si vedono i primi segni di disagio o comunque quando il “disturbo” è conclamato, per affrontare la situazione e risolvere il disagio del bambino/ragazzo, che sicuramente si ripercuote anche sulla famiglia.


SERVIZI OFFERTI DALLO STUDIO DI PSICOLOGIA:


- SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÁ


Il sostegno alla genitorialità è un aiuto dato ai genitori che si trovano a vivere situazioni difficili, o che non comprendono, con i propri figli. Attraverso i colloqui con la psicologa, i genitori capiranno meglio il problema che hanno con il loro figlio, i loro limiti e le loro risorse nell'affrontare la questione, con l'obiettivo di gestire i momenti di crisi e di conflitto in modo costruttivo.

I colloqui possono avvenire con i singoli genitori o con entrambi, per rispondere alla necessità di ognuno o della coppia di ricevere sostegno e cura nel ruolo genitoriale, in riferimento alla particolare fase evolutiva dei figli e della famiglia (nascita di altri figli, cambio di scuola, fasi di crescita) o a particolari situazioni stressanti o traumatiche che si stanno vivendo (separazioni, lutti, malattie, ecc.).

Il sostegno alla genitorialità ha l'obiettivo di rinforzare la fiducia in se stessi, ridurre o aiutare a gestire le ansie, le preoccupazioni e il senso di inadeguatezza che spesso i genitori provano nella relazione con i figli; aiuta i genitori a comprendere le dinamiche relazionali ed emozionali proprie e dei figli, e a recuperare le proprie risorse per il superamento del momento di difficoltà.



- PSICOTERAPIA CON IL BAMBINO E LA FAMIGLIA


Il bambino viene preso in carico con la sua famiglia, privilegiando una dimensione “relazionale” dell’intervento clinico, in quanto si ritiene molto importante il coinvolgimento e la collaborazione delle persone significative per la vita del bambino (ambito familiare, scolastico, ludico, educativo), per la buona riuscita del progetto terapeutico.

Con i bambini, solitamente, non si utilizza la terapia della parola per condividere emozioni, pensieri e per provare a risolvere i problemi, ma un linguaggio più adatto al loro livello di sviluppo, come il gioco e il disegno. Attraverso il gioco terapeutico o il disegno, il terapeuta parla il linguaggio dei bambini e li aiuta ad affrontare i loro conflitti interiori, perché favorisce una conoscenza maggiore di sé e un farsi carico delle proprie emozioni, come l’ansia o la rabbia.

Il percorso inizia con uno o due colloqui di conoscenza con i genitori, per indagare il motivo per cui si richiede l’aiuto e per valutare che tipo di intervento è necessario: la psicoterapia con il bambino può essere utile o meno, e può essere accompagnata da altri interventi come la consultazione con la scuola o il sostegno ai genitori, per esempio.
La durata del trattamento dipende dalla complessità e dalla gravità della questione da affrontare.
Ogni bambino e ogni famiglia è a sé, quindi è importante costruire un percorso ad hoc, che prenda in carico i reali bisogni di quel nucleo, e che tenga conto delle specifiche risorse e dei limiti presenti.


- EMDR


L'EMDR (Eye Movement Desensitization and reprocessing) è un trattamento supportato empiricamente e basato su prove scientifiche, per affrontare esperienze traumatiche o eventi di vita negativi o emotivamente stressanti.

Questo approccio utilizza i movimenti oculari (o la stimolazione acustica o tattile) per riattivare le capacità di “autoguarigione” del cervello e rendere l’evento traumatico o negativo vissuto, come meno disturbante dal punto di vista emotivo.

La ricerca riguardante l'EMDR ha evidenziato cambiamenti neurobiologici durante ogni seduta di psicoterapia e questo rende l'EMDR il primo trattamento psicoterapico con un'efficacia neurobiologica provata.


Quando i bambini vengono esposti precocemente a eventi stressanti, il cervello diventa meno resistente agli effetti degli eventi stressanti successivi e se lo stress è cronico, questo produce livelli di tossicità, in particolare nell'ippocampo. Oggi sappiamo che le esperienze possono continuare ad avere un impatto sulle strutture cerebrali a lungo termine, modificando le connessioni nelle reti neurali.


Per questo, se non vengono elaborati, questi eventi possono diventare la base per lo sviluppo di una futura psicopatologia. Nel DSM 5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), infatti, il ruolo dello stress e del trauma nell'infanzia viene indicato tra i fattori di rischio per lo sviluppo di numerosissime patologie da adulti (disturbi d'ansia, disturbi del sonno, disturbi dell'alimentazione, disturbi della condotta, dipendenze, ecc.).

Elaborare queste esperienze il prima possibile può diventare la chiave per favorire uno sviluppo sano, a breve e lungo termine.


Per valutare un intervento di EMDR sul bambino/ragazzo, è necessario effettuare dei colloqui preliminari con i genitori.