Psicologia e Psicoterapia

Nel campo della Psicologia, i servizi offerti sono:

- Sostegno psicologico
(momenti critici, presa di decisione, miglioramento della comunicazione in coppia, in famiglia o al lavoro, ecc.)
- Sostegno alla genitorialità
(relazione genitori-figli)
- Piccoli gruppi di auto-aiuto per donne in gravidanza e nel post-partum
(nel numero di 3/4 persone, ci si confronta su pensieri, difficoltà, preoccupazioni relativi alla maternità; quando possibile si può organizzare il gruppo anche per i papà)


Nel campo della Psicoterapia, i servizi offerti per la cura dei disturbi psicologici più diffusi (ad esempio ansia, depressione, disturbi alimentari, ecc.) sono:

- Psicoterapia individuale con l'adulto
- Psicoterapia individuale con l'adolescente
- Psicoterapia con il bambino e la famiglia - Psicoterapia di coppia


La dott.ssa Maura Schiavetta lavora con un approccio relazionale, la “Psicoanalisi della Relazione”.

La Psicoanalisi relazionale è una corrente psicoanalitica nata negli Stati Uniti negli anni '80, in particolare grazie alla teoria di Mitchell, che si differenzia dalla Psicoanalisi classica per l'accento posto sulla relazione e non più sulle pulsioni innate: le relazioni sono considerate le strutture fondamentali per la costruzione della vita mentale dell'individuo.

Questo cambiamento di prospettiva enfatizza il contesto entro cui il soggetto si sviluppa e l'aspetto emotivo-affettivo, più di quello cognitivo. Gli psicoanalisti relazionali sostengono che la personalità emerga progressivamente a partire dalle prime relazioni con i genitori (e/o con altre figure significative), che plasmano le aspettative dell'individuo in base al modo in cui essi vanno incontro ai suoi bisogni. Per questo, i desideri e gli impulsi dell'individuo non possono essere separati dal contesto relazionale in cui si presentano. Questo non significa che il soggetto sia determinato dall'ambiente (come sostiene il comportamentismo), ma si deve sempre considerare come la persona interagisce, fa i conti, con il suo mondo relazionale.

Gli individui poi tentano di ricreare le relazioni interiorizzate precocemente in relazioni successive, come nella relazione di coppia o con il proprio capo per esempio. Questa “ripetizione” di pattern relazionali serve a soddisfare i bisogni dell'individuo in base a ciò che ha appreso e sperimentato durante l'infanzia. Può succedere che certe persone siano portate a ripetere modalità “disfunzionali” di relazione, riproponendo le stesse esperienze dolorose, provando gli stessi sentimenti spiacevoli e instaurando le stesse relazioni autodistruttive. Così, la depressione, l'ansia, o l'angoscia, non sono più da intendersi come prove di qualcosa di “rotto” o di “incompiuto” nella mente dell'individuo, ma come tentativi di dare significato alla propria sofferenza psicologica, che è frutto della personale unica e inevitabile storia affettiva.

Mitchell (1988) sostiene che non si può crescere senza ferite: “La lotta dinamica che rimane centrale per tutta la vita è quella tra il bisogno potente di instaurare, mantenere e proteggere legami intimi con gli altri e i vari tentativi di sottrarsi alle sofferenze e ai pericoli che quei legami comportano, al senso di vulnerabilità, alle minacce di delusione, di oppressione, di sfruttamento e di perdita”. La Psicoanalisi relazionale ha l'obiettivo di rendere la persona consapevole delle proprie dinamiche, delle proprie modalità disfunzionali, della propria vita emotiva, in modo da costruire una nuova possibilità di vita psicologica, che possa essere più libera e creativa, tra l'autonomia individuale ed il rapporto con l'altro. Secondo la prospettiva relazionale, il terapeuta non è più considerato un osservatore distaccato, neutrale, silenzioso, come nella Psicoanalisi classica, anzi la sua capacità di entrare in contatto con le proprie emozioni, i propri pensieri ecc., entra a far parte del metodo per individuare e comprendere i problemi del paziente. Il terapeuta coinvolge il paziente in una nuova modalità relazionale, che consente nel tempo di modificare i vecchi schemi, con meno paura di sbagliare o fallire.

Il modello della Psicoanalisi relazionale segue un'ampia tradizione teorico-clinica post-freudiana e fa riferimento ad autori quali: Ferenczi, Rank, Fromm, Sullivan, Mitchell, Altman, Aron, Atwood, Stolorow, Dimen, Harris, Hoffman, Stern ed altri.
È una scuola in continua evoluzione, che in Italia è portata avanti dalla Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (SIPRe).